Intervista con Alessandro Curti: il suo ultimo romanzo “Siamo solo piatti spaiati” edito da C1V Edizioni. II EDIZIONE DI RECENSIONI E INTERVISTE – THE HORACE POST

Sempre attento alle vecchie e alle nuove generazioni, lo scrittore ed educatore di comunità Alessandro Curti spiega la complessità del ruolo dei genitori attraverso i suoi romanzi. Storie di vita attente ai problemi comunicativi e relazionali che scaturiscono fra personaggi appartenenti a generazioni diverse.

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L’ultima volta che lo abbiamo accolto, ci parlava dei suoi scritti e della sua vita frenetica e dedita al lavoro e alla scrittura. Oggi, parleremo assieme a lui del suo ultimo libro “Siamo solo piatti spaiati” edito da C1V Edizioni.

Siamo solo piatti spaiati

TRAMA: Davide conduce una normale adolescenza come tanti suoi coetanei: frequenta il liceo, si diverte con gli amici e discute con i genitori fino a quando un evento non calcolato stravolgerà la sua vita e lo condurrà in un mondo a lui sconosciuto. Qui incontrerà ragazzi molto diversi da lui e adulti di cui non si fida. Tranne Andrea, per il quale nutre una sorta di amore-odio perché risveglia in lui riflessioni e pensieri che mai si sarebbe aspettato. E che spesso lo infastidiscono. Il viaggio che effettuerà lo cambierà in modo indelebile, restituendolo al suo vecchio mondo inevitabilmente cambiato. E nulla sarà più come prima.

 

“L’intervista con Alessandro Curti”

ORAZIO MANCUSO. Ciao Alessandro. Benvenuto alla seconda edizione di recensioni e interviste letterarie di The Horace Post. Come stai?

ALESSANDRO CURTI. Ciao. Sto abbastanza bene dai, al netto dell’inverno che non è la mia stagione preferita, e tu?

Non c’è male. Come mai tanto astio per l’inverno?

Non mi piace il freddo, a meno che io non possa starmene in casa tranquillo. Ma con la vita frenetica che conduco questo non è possibile. Tutto qui…

A proposito di vita frenetica, ricordiamo ai lettori che non sei solo uno scrittore, ma anche un pedagogista, un educatore… Che ruolo ha la letteratura nella tua vita frenetica?

Purtroppo il lavoro occupa una parte importante della vita e quindi per la letteratura rimane meno tempo di quello che vorrei, sia per leggere che per scrivere. Diciamo che sono, mio malgrado, diventato bravo a ottimizzare i tempi.

La storia di Francesca Serio ti sta aspettando sul sito della casa editrice Antipodes, su Amazon e tutte le librerie italiane.

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Cosa significa scrivere per chi ha già una carriera impegnativa?

Scrivere per me è importante in primo luogo perché mi permette di prendermi del tempo per riflettere e soprattutto per escogitare strategie per storie possibili. È una specie di esercizio laboratoriale, in assenza di azione, che è l’esatto opposto di ciò che mi accade nel lavoro. E poi, è un modo per cercare di trasferire emozioni e possibilità.  È un’operazione necessaria ma che ha bisogno di tempo se l’obiettivo non è di scrivere solo per se stessi.

Bene. Iniziamo col parlare del tuo ultimo romanzo dedicato alle nuove generazioni, o sbaglio?

“Siamo solo piatti spaiati” esplora una parte del mondo giovanile e del difficile viaggio verso l’età adulta. Certo: i destina principali sono i ragazzi ma anche gli adulti potrebbero trovarne interessante la lettura. Per ricordare gli adolescenti che sono stati e per guardare agli adolescenti di oggi con occhi differenti.

Perché i lettori dovrebbero leggerlo?

Perché propone una chiave di lettura delle situazioni e del processo di crescita che è un po’ diversa da quella normalmente conosciuta. “Siamo solo spaiati” racconta di un normale adolescente che si trova catapultato in un mondo sconosciuto a causa di un guaio che ha combinato.

Dove potremmo acquistarlo?

Il libro è acquistabile direttamente sul sito della casa editrice www.c1edizioni.com oppure ordinandolo in qualsiasi libreria fisica.

Diciamo che sei uno dei volti più noti della C1V Edizioni. Oramai è la tua seconda casa.

Diciamo che i viaggi a Roma sono aumentati parecchio…  Scherzi a parte, mi trovo molto bene con il mio editore Cinzia Tocci che è molto attenta al lato umano degli autori e questo per me è un valore aggiunto notevole.

Lasceresti mai la tua casa editrice per un’altra?

Sinceramente è una domanda che mi sono posto spesso. Credo che il sogno di ogni autore sia essere pubblicato dalle grandi case editrici e mi sono chiesto cosa farei di fronte ad una proposta simile. Per come sono fatto cercherei una strada che comprenda entrambe e cose. E se non fosse possibile… Beh, per me sarebbe un bel dilemma.

Pensi che i nuovi media ostacolino o facilitino le carriere letterarie?

Sono fortemente convinto che lo strumento non sia mai il problema, semmai come lo strumento viene utilizzato. Oggi c’è una quantità enorme di informazioni che girano: se l’aspetto positivo è la possibilità di entrare in contatto con più persone, l’altra faccia della medaglia è che nella quantità, la qualità rischia di perdersi. È la legge economica della domanda e dell’offerta: ci vuole equilibrio altrimenti il sistema va in tilt.

Bene.  Siamo giunti quasi alla fine di questa tua seconda intervista. Verrai a trovarci il prossimo anno?

Certamente. È sempre un piacere chiacchierare con te. Grazie mille davvero.

Grazie mille a te! Facciamo un augurio ai nostri lettori?

L’augurio ai lettori è che rimangano sempre curiosi di ciò che li circonda e che possano spaziare il più possibile nei meandri delle storie. E naturalmente un augurio di buone feste.

Scritto da Orazio Mancuso.

21.12.18

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Contatta Orazio Mancuso al seguente indirizzo mail per saperne di più: orazio.pietro.mancuso@gmail.com

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