L’intervista a Rebecca de Pasquale: “La mia vita dopo il Grande Fratello.”

Oggi, apriamo le porte di Horace Post per intervistare un noto personaggio del piccolo schermo: Rebecca De Pasquale, nota per aver partecipato all’ultima edizione pop del Grande Fratello. Nata con il nome di Sabatino, all’età di sedici anni segue la sua iniziale vocazione varcando le porte del monastero di Montecassino. Dopo il suo percorso di monaco benedettino, Rebecca arriva ad indossare l’abito talare, diventando Don Mauro. Una volta intuito il suo vero destino, Rebecca acquisisce consapevolezza e coraggio coronando la sua sessualità: ossia quello che lei stessa definisce come un percorso volto ad acquisire un fatidico “tassello mancante”. Ma nonostante il dolore e qualche triste ricordo, Rebecca De Pasquale afferma di aver chiuso definitivamente con il suo tortuoso passato e racconta con una buona dose di ironia e cultura la sua intrigante vita odierna. Una quotidianità fatta di ambizioni, progetti ma soprattutto di amore e altrettanto affetto. Ed è proprio a tal proposito che mi sento di sottolineare la vera genuinità che Rebecca mi ha svelato durante il corso dell’intervista; una sorprendente umiltà che non è facilmente riscontrabile fra i suoi colleghi, non solo del Gf ma anche del mondo dello spettacolo se non della cultura contemporanea. A voi, la mia intervista a Rebecca De Pasquale.

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ORAZIO MANCUSO: È trascorso un bel po’ di tempo dalla tua esperienza al Grande fratello… Come stai Rebecca?
REBECCA DE PASQUALE: Oggi sto benissimo e cerco di stare con i piedi per terra. Quanto al Grande Fratello, sono passati due anni ma ricordati che l’affetto non è affatto smarrito e le persone mi riconoscono per strada.

Infatti devo ammettere che sei molto seguita sui social. Hai circa trentamila followers…
Trentaquattromilaquattrocentosedici per l’esattezza. In molti sperano un mio ritorno in tv e devo dire che questo fatto mi lascia un po’ basita. Però chissà se più in là arriverà qualche occasione televisiva per poter salutare globalmente tutte le persone che mi seguono con affetto.

Subito dopo la tua esperienza al Grande Fratello, mi aspettavo di rivederti all’Isola dei Famosi…
Di fatto, molti me lo hanno chiesto in tante altre interviste. Persino sulla pagina ufficiale di Mediaset era uscita fuori una notizia che lasciava intuire una mia partecipazione. E invece, non è stato affatto così.

Ti sei mai chiesta come mai sei l’unica donna dell’ultima edizione del Gf ad essere amata e ricordata?
Sei troppo caliente e carino tu. Non mi sono mai chiesta il perchè. Io sono per la semplicità e per la quotidianità della vita. Forse sono un personaggio amato perché sono ancora nel cuore di molte persone? Forse perché grazie ai social sono riuscita a trasmettere tanto a chi mi segue? Forse perché sono abbastanza schietta? Che piaccia o meno, non ho peli sulla lingua e dico sempre le cose per come stanno.

Andando a rileggere il tuo passato, ho notato che all’età di soli sedici anni entrasti al monastero di Montecassino fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di prete: Don Mauro. Come mai quella scelta drastica?
Ebbi proprio un cambiamento nello spirito, nell’anima. Mi sono pian piano affezionata alla fede e decisi di intraprendere questo cammino spirituale in monastero. Devo dirti che sono stata benissimo e con orgoglio non rammarico nulla. Anzi l’anno più bello della mia vita è stato quello del noviziato.

Ti ricordo un noto fatto di cronaca non poco recente poiché mi piacerebbe avere un tuo commento. L’episodio riguarda Don Krzystof Charamsa, ossia il segretario della Commissione teologica vaticana che fece coming out affermando: “è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte agli omosessuali”… Allora. Non sono assolutamente d’accordo con il pensiero di Don Krzystof Charamsa. Anche Papa Francesco, uomo altamente intelligente, uomo di cultura e di grande cuore ha mostrato molto affetto nei confronti dei ragazzi omosessuali. Certamente non si dovrebbe sbandierare la propria omosessualità all’interno della Chiesa, perché bisogna accettare che la Chiesa stessa è un’istituzione che richiede un certo stile di vita che è ben diverso da quello della quotidianità. Del resto, ci staranno anche tanti preti gay pur non dichiarandolo. Ma lì, bisogna andarci un po’ con i piedi di piombo. È un ambiente che richiede un certo rispetto.

Considerate le tue ultime affermazioni, pensi che la Chiesa sia tutt’oggi un ambiente in cui c’è chi cerca di nascondere la propria omosessualità?
Come no! Come no!

Come consideri questo fatto?
Non è giusto. Non è giusto perché questa è una mancanza d’amore nei confronti della propria vita ed è anche una mancanza di coraggio nell’affrontare il quotidiano. La vita è così bella. Perché nascondersi? Perché bisogna fuggire? Fuggire da chi? Fuggire da cosa? Sarebbe molto più corretto dialogare in famiglia, aprirsi con i propri affetti, dichiarare la propria identità sessuale con molta tranquillità invece di stare in silenzio. Il silenzio innalza i muri e i muri fanno diventare cattivi. Ci si chiude. Ci si arrabbia con sé stessi. Si perdono le redini della propria vita abbandonandosi a sé stessi. E magari poi vesti le sacre lame e diventi un prete. Diventi un monaco. Non mi stupisco delle tristi notizie di abusi eccetera eccetera. È meglio avere i cosiddetti attributi o come le chiamo io le Sfere Natalizie anziché indossare una fantomatica maschera. E poi, caro Orazio, ho molta stima nei tuoi confronti, mi complimento con te per la tua cultura ma voglio ribadire a chiare lettere che non sono entrata in monastero per nascondermi. Nonostante tutto, ero cosciente della mia situazione sessuale.

Non intendevo esattamente questo, però considerando l’età dei sedici anni, sappiamo benissimo che l’adolescenza è un periodo molto difficile…
Come no! Come no! Però voglio ribadire che anche i genitori a volte portano le croci morali per i figli adolescenti e ciò non è facile. Il mestiere del genitore è il più difficile fra tutti soprattutto in questo periodo. Tanto tempo fa, quando si viveva in una cruda povertà, ai figli si dava una zappa in mano per chi aveva la campagna e si lavorava sul serio. Se davi un bel lenzuolino ad una ragazza, lei si sedeva davanti la porta e lo ricamava. Siamo passati da un eccesso all’altro. Oggi molte tradizioni sono scomparse, e come dicevo prima, oggi non vediamo più la classica ragazzina di quattordici anni che trascorreva il pomeriggio ricamando sul tombolo il nome del suo fidanzatino soldato. Mancano le cose principali. Mancano gli affetti, l’amore verso la bellezza della quotidianità. Capisci?

A proposito di affetto, anni fa ammettesti di avere un difficile rapporto con tuo padre. Un rapporto che avete riconquistato durante la tua esperienza al reality. Oggi come vivi il rapporto con tuo padre?
Oggi, lo vivo alla grande. Il Grande Fratello mi è stato di grande aiuto agevolando il dialogo con papà. Oggi c’è stima. Ci si vuole bene. Papà è orgogliosissimo di me e altrettanto lo sono io di lui. È stanco di lavoro, fiero dei suoi sacrifici e delle sue mani callose. Lavora tutt’ora a Roma e torna a casa ogni settimana da mamma. Sai? Papà ha cinquantanove anni mentre mamma ne ha sessantanove anni. Dieci anni di distacco, ma legati da un immenso amore. Capisci? Riguardo al nostro rapporto ha senz’altro raggiunto un bell’equilibrio. Prima ci si salutava, ci si parlava poco. C’è anche da mettere che non è facile per un genitore accettare il cambiamento del proprio figlio. Cambiamento poi… Non si diventa uomo. Non si diventa donna. Tu coroni la sessualità. Si diventa medico. Si diventa suora. Si diventa padre di famiglia. Ma proprio parlando della sessualità non possiamo proprio parlare di cambiamento. Io la mia sessualità l’ho coronata, ho messo quel tassello che la natura mi ha negato sin dalla nascita, sfregiandomi per gelosia forse, voltandosi come una tromba d’aria crudelia. Poi, quel tassello grazie ad una buona dose di intelligenza e sacrificio associata alla bravura dei medici, sono riuscita a recuperarlo.

Ciononostante, c’è qualcosa di concreto che ti manca?
No. Solo che a volte divento un po’ nostalgica. Nostalgica forse anche a livello di coppia in cui a volte ci sono alti e bassi; però cerchiamo sempre di recuperare. Dipende dalle giornate… Sono sempre ottimista e vado avanti partendo da un semplice saluto rivolto alle persone che mi supportano giorno dopo giorno.

Avevo letto che sei in cerca di un lavoro. Qual è oggi il tuo rapporto con la tv?
La tv mettiamola un attimo da parte perché purtroppo in certe cose… Che posso dire? Tra virgolette ho perso la speranza. Quindi riguardo alla tv, non ci sto tanto a pensare. Devo dire che sono molto impegnata in questo periodo. Ho avuto diversi colloqui a livello di spettacolo, di serate. Qualche serata l’ho fatta. Magari la sicurezza economica, pure uno stipendiuccio al mese mi piacerebbe poiché mi darebbe la garanzia di poter collaborare con stima, con orgoglio e affetto anche nel pagare una semplice bolletta.

Però un volto così noto, così popolare come Rebecca dovrebbe essere più agevolato nel trovare un lavoro…
Eh, bello mio?! Però si tien pure ‘nu bell sant e paradis puru buon’ è, detto in napoletano, perdonami il dialetto – risata di sottofondo – e poi la cosa che non sopporto è che si vedono sempre gli stessi.

Un nome in particolare?
Che te lo dico a fare? Guardando i programmi della mitica Barbara d’Urso, sulle sue poltrone vedi sempre le stesse persone. Oramai avranno fatto pure la muffa. Per carità, non mi riferisco a lei, ma parlo in generale. Anche per alcune tematiche particolari vedi sempre gli stessi. Per l’amor di Dio!

Se tornassi indietro, rifaresti il Grande Fratello?
A voglia amore! Rifarei tutto quello che ho fatto e direi tutto quello che ho detto da quel 24 di settembre 2015 al 10 di dicembre 2015. Quando Alessia Marcuzzi dispiaciuta mi disse “Rebecca non sei in finale, come l’hai presa? Come stai? Come la vivi in questo momento?”, “Vivo questo momento con intelligenza – dissi – perché è un gioco, e poi, mi avete tenuta una settimana in più dalla mia eliminazione e per tenermi vuol dire che c’è stato un valido motivo”. È vero che il gioco del Grande Fratello è così, mette alla prova la mente del concorrente e io ho risposto con educazione. Quando andai da Federica Panicucci a Mattino Cinque, alcuni dei giornalisti di gossip si chiedevano come mai io risposi con pacatezza. Ma se si gioca, bisogna essere intelligenti e rispondere di conseguenza. E poi, ripeto, mi hanno tenuta sette giorni in più rispetto alla precedente eliminazione, perché mi hanno tenuta?

Forse per fare audience?
Certo. Ah! Ah! Bello mio! Ma come puoi notare anche tu, sono contenta. Faccio le mie dirette su facebook mentre sono ai fornelli. Sono abbastanza seguita. Non mi sono mai permessa di comprare alcun follower. Anche se non preferisco chiamarli così e nemmeno definirli fans. Io li chiamo semplicemente amici.

Ho anche letto che non hai più partecipato a Masterchef…
Eh sì! Feci una telefonata a Masterchef verso febbraio, marzo giù di lì e mi dissero che mi avrebbero chiamata entro fine aprile. L’hai avuta tu questa telefonata? No. Ho anche provato a richiamare a questo numero ma niente.

Però sei una persona che ha ancora molto da dare. Sei un personaggio che fa parlare molto…
Quando sento dire che la gente parla di me sia nel bene che nel male, vuol dire che comunque mi stimano perché ci sarà qualcosa di me che li stuzzica; ed è sempre buono. Sia nel bene che nel male, l’importante è che se ne parli. Se ognuno di noi si girasse la testa dietro le proprie spalle chissà quel che trova. Parlare degli altri è sempre facile. Prima di accusare gli altri, bisogna guardare i propri difetti.

C’è qualcosa che vorresti dire alle persone che ci stanno leggendo, soprattutto alle donne?
Vi ringrazio per l’affetto che mi dimostrate in ogni momento della vostra giornata. Siamo “estranei” per così dire ma io vi porto veramente nel cuore. Quello che dico, quello che scrivo è tutto vero ed è sincero. Grazie a voi, grazie ai miei amici di facebook, ai miei followers, io ho la grinta e la forza di vivere la bellezza della quotidianità. Se non ci fossero stati loro, io non avrei avuto modo e il piacere di utilizzare questa piattaforma.

Dunque Rebecca, noi abbiamo terminato. Sei stata molto gentile per avermi dato la possibilità di scrivere su di te…
Ma te lo meriti perché tu hai cultura e ti auguro tutto il bene della vita. Complimenti a te.

Grazie mille Rebecca!
Ti adoro. Ti adoro. Seguite Orazio, perché fa degli articoli bellissimi. Mi hai colpita sulla storia della Beata Maria Teresa Fasce che ha avuto la forza di spirito per fermare i nazisti tedeschi che volevano entrare nel Santuario di Cascia per vedere se ci fossero prigionieri ebrei.

Ti ringrazio per aver letto l’articolo Rebecca. Ti auguro il meglio!

Scritto da Orazio Mancuso.
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