L’intervista al Premio Letterario Alda Merini: Amelia Squillace fra vita e opere. 

Oggi apriamo le porte di Horace Post per intervistare Amelia Squillace, poetessa e scrittrice pluripremiata del panorama letterario odierno.

Ho conosciuto Amelia in un piccolo club di scrittori online in cui convergono notevoli penne della letteratura di oggi.
Il suo ultimo libro I racconti di Amelia, disponibile in molte librerie italiane ed internazionali fra cui il colosso Amazon e La Feltrinelli, incuriosisce il lettore per via della storia drammatica della protagonista. Dall’orfanotrofio, la piccola Amelia sarà accolta da una zia affettuosa con cui fortunatamente riesce ad assaporare quel mancato amore materno.
Tuttavia, grazie al suo straordinario stile, Amelia Squillace è riuscita ad arrivare laddove tanti poeti e poetesse hanno solo sperato: Il Premio Alda Merini, per non parlare di tanti altri trofei che hanno arricchito notevolmente la sua carriera quarantennale. Premetto che non è stato facile raccontare Amelia per via della sua incredibile sensibilità che fra l’altro contraddistingue l’animo dei grandi scrittori. Ma la sensazione è stata davvero magica.

Prossimamente sulla libreria Amazon:

ORAZIO MANCUSO: Salve Amelia, intanto le ribadisco la grande ammirazione che nutro nei suoi confronti. Una mamma a tempo pieno, cinque figli, tredici nipoti. Insomma, una donna impegnata su tanti fronti. Come riesce a trovare il tempo per scrivere?
AMELIA SQUILLACE: Ciao Orazio; riesco a scrivere quel poco anche di notte.

Mi ha molto incuriosito un suo pensiero: “la mia musa ispiratrice è principalmente la solitudine della mia anima”…
Si, Per capire meglio questa mia solitudine, bisognerebbe partire da un’approfondita lettura dei miei Racconti.

In effetti, devo dirle che leggendo l’estratto del suo ultimo romanzo “I Racconti di Amelia. Volerò nella fantasia… nella terra dal cielo azzurrino ” mi è venuta in mente la comune solitudine dei grandi scrittori. Giusto per fare dei nomi: il poeta francese Rimbaud, o perché no? Virginia Woolf e …
Addirittura! Che grandi nomi! No, sono una persona semplice con una grande voglia di scrivere. Scrivere cose belle. Scrivere cose brutte. Cose belle e cose brutte come la vita di ognuno di noi.

Ho provato molta tenerezza nei confronti della protagonista del suo libro. Un’infanzia difficile, un’adolescenza complicata. Per certi versi è come rivedere lei, leggere lei… Sì, è così. Però adesso voglio confidarti un segreto sulla mia scrittura. Quando scrivo un racconto, una poesia, una fiaba, un romanzo cerco con tutta me stessa di metterci l’anima; metterci l’anima nella mia penna magica.

Quindi quest’esperienza vissuta da Amelia-personaggio in quell’orfanotrofio è solo il frutto di questa penna magica o di un’esperienza che lei Amelia-scrittrice ha vissuto in primis? Lei è stata davvero in quell’orfanotrofio?
Dico solo che quello che ho raccontato nel mio libro è tutto vero. Il mio primo romanzo “I Racconti di Amelia” dal sottotitolo “L’acqua colorata” edito da Grause e l’altro “I racconti d’Amelia” ripubblicato da Kimerik è tutto vero. La mia penna magica serve per i saggi, per le fiabe, per le poesie e in tutti questi casi non sono “io”, ma il frutto di personaggi inventati.

Adesso capisco bene una sua recente affermazione: “Ho sempre lottato per sentirmi libera dalla schiavitù, dalle catene simboliche di bambina e di donna”. Cosa mi dice di questa lotta?
Questa è la lotta della vita. Una lotta che tutti noi affrontiamo per la nostra sopravvivenza e per riservarci un piccolo posticino in questo piccolo mondo.

Una lotta che l’ha condotta al raggiungimento di molti traguardi. Gliene ricordo uno fra tanti: il prestigioso premio Engel von Bergeiche… Sono contenta. Tutto qua. E spero che anche tu sia contento dei tuoi successi. Ma scusami, sei uno scrittore?

Sto lavorando ad un progetto. Ma parliamo di lei. Facciamo conoscere ai lettori la vera Amelia Squillace. Fra i suoi premi vi è un grande trofeo, un grande nome, Il Premio Alda Merini. Suppongo sia stata un’esperienza indimenticabile…
Assolutamente sì. È stata una bellissima esperienza. Sai, non pensavo di ricevere questo bellissimo premio.

Avrà avuto modo di conoscere qualche parente di Alda Merini in quell’occasione…
Assolutamente no. Però mi sarebbe piaciuto conoscerne qualcuno. Amo tantissimo Alda Merini e Salvatore Quasimodo. Sono sempre stati i miei punti di riferimento.

Anche quest’anno è stato avviato il Concorso letterario internazionale Salvatore Quasimodo. Lei ha partecipato?
No. Però ho partecipato a tanti altri concorsi. Adesso, per essere precisi, ho partecipato al concorso “Il Paese della poesia”. Sono contenta che quest’anno abbiano inserito una mia poesia così come del resto l’anno scorso, nel 2016.

Sa che ho letto una sua recente poesia dal titolo “Nuvole Nere”? Mi ha davvero emozionato.
Chiedo scusa ma mi domando come ha fatto a leggerla visto che è inedita.

Ho fatto molte ricerche e l’ho trovata proprio su Google Books.
Sembra strano poiché non l’ho mai pubblicata. Almeno credo. Poi c’è la mia firma ed è anche registrata…

Fa anche parte di una raccolta di poesie “Oltre il Male”.
Mi scuso con te. Solo adesso ricordo di averla pubblicata. Non volevo dirti una bugia, ho scritto tante poesie. Comunque la inserirò in una nuova raccolta che dovrò pubblicare il 23 settembre. “Nuvole Nere” è una poesia che è dedicata al mio primo defunto marito.

Ne ho letto anche un’altra che si chiama “Non calpestare l’erba”. Fra l’altro mi pare che sia dedicata a suo padre…
Sì. Esatto. Il nostro rapporto era speciale. Mio padre è morto di tumore.

Che brutta notizia. Posso solo immaginare il dolore…
La vita è… La vita è… Sì, la morte è una cosa brutta. Ho voluto dedicare queste poesie alle persone che tutti i giorni lottano per questa terribile malattia. Ho donato le mie poesie “Oltre il male” per la ricerca.

Il suo è un grande gesto. In un’altra intervista ha affermato di aver letto “Una lettera ad un bambino mai nato” di Oriana Fallaci. Leggo anch’io Oriana Fallaci.
La definisco una grandissima giornalista con la G maiuscola. Una donna saggia.

Se Oriana fosse con noi, cosa le chiederebbe?
Potrei chiederle qualsiasi cosa. Ma sono pur certa che saprebbe darmi tutte le risposte.

Quanto alle sue ultime creazioni, vedo che è molto impegnata con il suo ultimo libro. Vorrebbe svelarci qualcosa in anticipo?
A dire il vero ne sto scrivendo due. Il primo parla di una donna che cerca disperatamente la figlia. Il titolo sarà “Una donna di nome Giorgia”…

Il suo prossimo obiettivo?
Il mio prossimo obiettivo è andare a Bacoli per ritirare il premio della critica. Sono riuscita a raggiungere il quarto posto del “Premio Tra le parole e l’infinito”.

Fantastico! Non mi resta che augurarle il meglio Amelia.
Grazie, un augurio anche a te. Sei uno scrittore? A che progetto stai lavorando?

Sì. Mi sono laureato da poco in Scienze della Comunicazione e a breve pubblicherò un saggio sulla mafia del mio paese d’origine. Sto partecipando al concorso letterario Salvatore Quasimodo…
Sono convinta che diventerai un grande e lo sai perché? Chi ama Alda Merini, Oriana Fallaci e Salvatore Quasimodo capisce il significato di essere uno scrittore. Davvero tanti auguri. Tanti auguri con il cuore.

E lei, me lo lasci dire, è una donna straordinaria.

Scritto da Orazio Mancuso.

Curiosità: il premio di merito Alda Merini è stato consegnato alla scrittrice Amelia Squillace il 4 luglio del 2015 a Catanzaro. Qui, potrete vedere il suo riconoscimento:

Un commento Aggiungi il tuo

  1. vincenza63 ha detto:

    Complimenti. Davvero un post interessante e informativo, nel senso più alto del termine.
    A presto,
    Vincenza

    Mi piace

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